Mentre stavo su internet,mi sn imbattuto in un testo di galimberti (non chiedetemi come

) nel quale raggionava sul tempo.
Secondo lui, fin dall' antica grecia (dal quale è nato il filone filosofico occidentalista)il tempo è stato visto ciclicamente,cioè come se fosse un cerchio,in cui la fine di tale cerchio combacia con l' inzio.Ovviamente , tale cerchio è privo di senso, ed è qui che l' uomo fin dall' antichità cerca di colmare questo vuoto,prefiggendosi obiettivi.Tutto ciò sempre nei limiti che la natura concede, come la mortalità (la primaria).Senza tali parametri,qualsiasi obiettivo risulterebbe pianificato vanamente.
Sono daccordo con il pensiero di galimberti, in quanto ritengo che in cerchio sensa senzo, l' uomo prefigge obiettivi e sensi.
Il tempo,è dunque un concetto di infinitezza (il cerchio),cui l' uomo può solo parzialmente colmare,riempindolo di quegli obiettivi che sono fini as estessi.
Chi è daccordo con me? O avete un idea di tempo differente?